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Oggi seguo la religione scritta nei cuori
(La storia di David)

David ha venticinque armi. È primogenito di tre fratelli. Suo padre è un operaio e sua madre casalinga. Pur avendo raggiunto una posizione economica indipendente vive ancora in famiglia. Ha capelli lunghi quasi a puntualizzare il suo distacco dalle regole geoviste. Presenta un buon livello di intelligenza e sensibilità, elementi che gli hanno permesso il recupero della propria autonomia. Attraverso il racconto riesce a delineare con molta tranquillità il suo personale vissuto. Riferisce di essere stato introdotto nel gruppo dei TdG all'età di tre anni, periodo in cui i suoi genitori hanno preso la decisione di abbracciare quella fede. Man mano che cresce sorgono in lui i primi dubbi su alcuni punti della dottrina geovista che però David ricaccia pensando siano dovuti alla poca applicazione, da parte sua, allo studio della Bibbia. «Era proprio un blocco psicologico» riferisce.

All'età di quindici anni decide di battezzarsi e perciò dedicarsi completamente al servizio di Geova. Sostiene: «Tutti i miei amici erano diventati Testimoni di Geova, quindi era chiaro che anch’io dovevo seguire quella strada lì».

Giunto all'età della leva chiede di svolgere il «servizio sostitutivo di affidamento in prova» che in pratica è uguale e identico al servizio civile, solo che si passa dal carcere, in conformità ai principi che segue. «Ciò non mi ha creato problemi psicologici - riferisce David perché ci credevo!». Ma in quell'occasione ha la possibilità di confrontare alcuni punti della Costituzione italiana con i dettami del suo credo, notando delle incongruenze: «Essendo stato collaboratore del sindaco del Comune di L. sono stato a contatto anche con certe leggi; ed essendo l’unico Testimone appunto che era nel Comune... mi sono occupato anche di sbrigare delle faccende di altri miei colleghi Testimoni di Geova. Sono venuto a conoscenza di specifiche leggi e allora cominciavo a vedere Mah! in questo caso noi ci comportiamo così, ma la legge direbbe in quest'altro modo!... e allora visto che le cose che avevo visto non andavano bene, ma più di una, e collegandole a precedenti punti interrogativi che avevo mi sono reso conto che fosse il caso di approfondire un attimo».

Decide così, terminato il militare, che sia giunto il momento di approfondire tutti gli «interrogativi» che lo assillano. David investe buona parte delle sue energie nel tentativo di affrontare tali problematiche, ma viene ostacolato da alcuni dirigenti locali: «Ho cominciato a studiare un po’ più profondamente quelli che erano i testi delle Sacre Scritture, con l'ausilio addirittura degli scritti originali, dal greco. Quando io ho fatto questo l’ho fatto sinceramente, non perché volevo creare contrasti all'interno della Società Watch Tower, ma semplicemente perché avevo i miei dubbi e volevo fare quello che dice la Società Watch Tower: "Accertatevi di ogni cosa per poter arrivare a dare una risposta”. Eh! quando alcuni dirigenti locali sono venuti a sapere che io facevo questo studio comparativo con il greco mi hanno scoraggiato in maniera anche energica... "Come ti permetti tu di studiare?”. "Come, come ti permetti? Uno studio!... mica voglio arrivare... voglio vedere!". "Eh! Ma lo fa già la Società!". "D'accordo io... non lo metto in dubbio che lo faccia la Società.. in questo momento voi avete dei libri che vi possono garantire sul lavoro che ha fatto la Società. Se ce l'avete anche in mano... datemeli, perché è una cosa che mi serve subito". "No, non possiamo!". "E allora io faccio questo, tanto se è uguale, io arriverò alle stesse conclusioni a cui è arrivata la Società WatchTower"».

Lo studio prosegue. Il primo dubbio da risolvere riguarda la sua personale « chiamata da parte di Dio per poter diffondere la Sua parola. Analizzando prime parole della lettera dell'apostolo Paolo ai Romani nota il termine «separato» che dal greco significa «appartato da Dio» per un compito specifico. A quel punto David si chiede se egli sia stato scelto direttamente da Dio per questa missione, e giunge ad una risposta negativa.

Altro dubbio: leggendo una dichiarazione del Corpo Direttivo, scopre che essi si definiscono non ispirati e che perciò interpretano le Scritture grazie allo studio e alla preghiera. «Allora mi sono fatto questa domanda... Cerchi di interpretare come? Mi dici che non sei ispirato,  quindi vuoI dire che quello che esce fuori proviene dal tuo studio personale, quindi ha gli stessi errori che potrei fare io... e quindi ha l’influenza di quello che è l’uomo, di conseguenza il messaggio che mi dà un Testimone di Geova sulla Bibbia è un messaggio umano, non è messaggio che viene da Dio. Se questo messaggio che viene da Dio, in realtà non viene da Dio e io stesso non sono stato chiamato da Dio per dire questo messaggio... è inutile che io vada a suonare i campanelli. Questo mi ha messo proprio in forte contrasto con l’ideologia principale dei Testimoni di Geova.»

Inoltre comprende che la natura del messaggio proposto da un TdG è in netto contrasto con quello proposto dai primi apostoli. «Mentre i primi apostoli predicavano la morte e la risurrezione di Gesù, i Testimoni di Geova predicano che questo mondo dovrà finire e che sarà sostituito dal regno di Dio».

Un'ulteriore indagine ha riguardato la cronologia sostenuta dai testimoni, che risulta falsata in molti punti. « Mi son chiesto, ma vediamo un po’ da dove le vanno a prendere le date cui fanno riferimento? E noto incoerenze storiche perché essi partono dall'anno della distruzione di Gerusalemme, nel periodo neo-babilonese, che loro stabiliscono nel 607 avanti Era Volgare o avanti Cristo. Io scopro che questa data non è segnata in nessuno dei libri di storia, ma l'evento risale a 20 anni più tardi. Tra l'altro facendo poi delle ricerche sulla stessa Bibbia dei Testimoni di Geova io arrivo a una data approssimativamente uguale e identica a quella dei libri di storia. Quindi, dico, qui c’è un errore voluto perché se io arrivo alla stessa conclusione cui arriva qualsiasi libro di storia con la documentazione dei Testimoni di Geova vuoI dire che quell'errore che fanno è voluto perché ci potrebbero arrivare benissimo anche loro, visto che stanno dalla mattina alla sera a leggere le Scritture».

Tali scoperte gli fanno prendere la decisione di allontanarsi dai TdG: «E sono stato per due anni circa a fare la mia vita normale - sostiene David, - andavo con gli amici, lavoravo». La situazione si fa tesa in casa, però, in quanto il padre di David è un Anziano TdG e riceve continuamente pressioni dal resto del Corpo degli Anziani per indagare sul comportamento poco spirituale di suo figlio.

David viene sottoposto a un Comitato Giudiziario e infine dichiarato innocente dalle accuse che gli sono state mosse. «È uno scontro che prima o poi devi fare. Io da questo scontro sono uscito innocente ed è stata una vittoria, perché le famose tecniche psicologiche io le ho provate di persona. Volevano per forza togliermi dalla bocca che io la pensavo diversamente. Effettivamente era vero, solo che non avendone fatta parola con alcuno non vedevo perché dovevo dire loro quello che erano i miei pensieri. I miei pensieri rimangono i miei pensieri! Il Comitato Giudiziario non avendo più nessun appiglio per cui accusarmi si è attaccato al fatto che avevamo scritto con mio padre due lettere alla Società Watch Tower ma avevamo usato delle macchine da scrivere diverse. Allora cominciarono a chiedermi: "Chi è che ti ha dato la prima macchina da scrivere?... Chi è che ti ha dato la seconda?..." poi se io ero dattilografo... perché avevano notato che nello stendere la linea c'erano dei modi diversi di usare la macchina. "Ma che cosa c'entra questo?" vuoi sapere il modello della macchina? Una è una macchina... una Olivetti che è reperibile in 350 uffici della USL oppure nell'ufficio del comune, oppure in due milioni di case degli italiani... Non so, vogliamo fare questo discorso? Cioè ho dovuto smontarli in questo modo: semplicemente avevo finito l’inchiostro e abbiamo usato un'altra macchina. Che problema c’è? Cioè capisci? si arriva poi sul ridicolo».

Col tempo si rende conto di non avere nulla in comune con i TdG: «Se quello che faccio non ha niente a che vedere con quello che dicono loro, in più il mio pensiero era completamente diverso, allora basta! Almeno sono libero anche di fare quello che più mi piace. Avevo degli amici che erano usciti dal gruppo, io dovevo fare attenzione a non farmi vedere con loro perché ciò poteva essere motivo di espulsione... e allora ho detto è assurdo che devo guardarmi davanti e di dietro, chi c'è, chi non c’è, chi posso frequentare... Ma io frequento chi voglio! Però a questo punto preferisco chiudere con voi e non avere più niente a che fare!». Quindi decide di dissociarsi.

Nel frattempo anche la situazione in casa si appiana, in quanto il resto della famiglia si rende conto di tutte le infedeltà dottrinali apprese. 

David sostiene che negli anni in cui è stato TdG ha vissuto in modo tranquillo, quasi una «doppia vita», dividendosi cioè fra gli schematismi proposti dal suo gruppo religioso e la libertà che offriva «il mondo», ricevendo di tanto in tanto richiami a rispettare una certa linea di condotta da parte dei dirigenti locali. Grazie al suo carattere «flessibile» non ha risentito della «diversità» con i ragazzi esterni all'Organizzazione.

L'esperienza vissuta, pur non avendogli provocato « troppi traumi, l'ha portato ad allontanarsi da ogni tipo di organizzazione religiosa. «Ritengo che comunque una qualsiasi struttura ha anche quella minima parte che è dell'uomo».

Prova dispiacere per aver perso, oggi, la maggior parte delle amicizie createsi negli anni in cui frequentava il gruppo dei TdG: «Il fatto che avessi una compagnia di cui il 90% adesso non mi guarda neanche più in faccia, neanche se sono per terra che sto morendo, fa male».

In compenso David si sente oggi vicino a tutti coloro che seguono la linea universale, che non ha bisogno di regole scritte, perché è quella del cuore!

  

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'Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova', autrice Lorita Tinelli, casa editrice Libreria Editrice Vaticana.


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