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Ho appartenuto per 15 anni ad una «Società» truffaldina
(La storia di Filippo)

Filippo ha 64 anni. Prima di divenire pensionato ha svolto un mestiere artigianale. Proviene da una famiglia abbastanza numerosa, composta da 8 persone. Si è sposato e dal suo matrimonio sono nati 5 figli. Attualmente è divorziato.

Ha conseguito il Diploma di scuola media inferiore e oggi è iscritto all'Istituto Superiore della Cultura Cristiana allo scopo di approfondire la religione cattolica. Mostra con certo orgoglio il suo libretto su cui sono registrati gli ottimi voti dei suoi esami.

In un lungo monologo e con tono spesso concitato racconta di aver conosciuto i TdG negli anni '54-'55, mentre svolgevano il loro giro di predicazione. «Mi parlarono per la prima volta della Bibbia» riferisce.

Filippo sin da bambino si sente attratto verso Dio e desidererebbe essere tutt'uno con Lui. È un attivo e forte cattolico, ma ricorda che a quei tempi non era così facile parlare di Bibbia con un prete. Questa mancanza di stimoli e di riscontri lo porta comunque a partecipare a tutte le Messe, ma sostiene: «Vuoto entravo, vuoto ne uscivo. La parola di Dio non aveva accesso in me».

Il messaggio dell'imminente fine del mondo, invece, proposto dai TdG, lo coinvolge al punto da fargli decidere di aderire a quel gruppo. «Comunque a quell'età, 24 anni circa, si fanno degli sbagli ed io feci lo sbaglio di entrare nei Testimoni di Geova» si giustifica oggi Filippo. La reazione della sua famiglia non fu buona: sua madre subì un colpo forte, i suoi 5 fratelli sostennero che quella religione fosse un «trucco» e suo padre, avendo vissuto per qualche anno proprio a Brooklyn, conosceva queste persone e sapeva che erano solo degli affaristi che approfittavano dell’ignoranza della gente.

Filippo, nonostante tutto, persiste nella sua decisione.  Si battezza («Feci il bagno con i Testimoni di Geova» afferma ridendo) e nel '56 sposa una ragazza, anche lei Testimone. Inizialmente la vita va avanti normalmente. Nell'ambito del gruppo diviene Pioniere. Dopo un mese di matrimonio, però, mentre svolge il suo servizio di campo gli sorgono i primi dubbi. «Ebbi una specie di illuminazione - sostiene Filippo - un giorno, mentre ero in predicazione, in preda allo sconforto, mi sedetti su una panchina e chiesi a me stesso: che cosa sto facendo? Io sto vendendo solo carte! Non so chi sono quete persone, non conosco i loro proponimenti né il loro passato!"». Smette, così, di fare il Pioniere, ma continua a rimanere TdG, ricoprendo anche il ruolo di Servitore di Circoscrizione. I dubbi aumentano, ma gli altri Anziani cercano di dissolverli accusandolo di fermarsi troppo a guardare il passato: «Quando ero Servitore di circoscrizione cercavo di avere qualche notizia sul passato loro, cioè questi da quando esistono? Qual è il loro statuto? Qual è il loro fine? Chi sono i capi? O i dirigenti? Tutte le volte che facevo queste domande, a cui loro non potevano dare una risposta, mi veniva detto che ero uno non voleva guardare avanti, che ero simile alla moglie di Lot....che  guardò indietro e divenne una statua di sale. I cristiani dovevano guardare avanti; dicevano, non dietro».

I dubbi di Filippo restano irrisolti, così egli comincia a dedicarsi esclusivamente al suo lavoro e alla sua famiglia, non frequentando più le adunanze. Decide che nella sua casa non avrebbe condotto nessun tipo di «studio biblico familiare» e contrariamente agli altri TdG permette ai suoi figli di proseguire negli studi secolari.

Questi ultimi, però, continuano a ricevere l'influenza religiosa da parte della mamma e degli altri parenti TdG. L'Organizzazione lo tiene sotto controllo, fino a dissociarlo in occasione di un litigio che Filippo ha con la moglie di un Sorvegliante: «L'ultima lite che ho fatto fu con la moglie di un Sorvegliante di Circoscrizione che mi disse: “Tu credi che verrà la fine del mondo?" “Sì, ci credo!". "E in che modo? - disse lei - se tu possiedi questo appartamento... quell'altro... quel suolo?" "Ci credo come ci crede la Società Watch Tower, che dice agli altri di vendere perché domani deve venire la fine del mondo, e lei compera. Io lavoro e alla Torre di Guardia non do niente! Lavoro, mando i miei figli a scuola e con quel che guadagno, se posso, compero... Proprio come fa la Torre di Guardia!... Io credo come crede la Torre di Guardia!... Non come dice la Torre di Guardia!».

In Sala viene ufficialmente accusato di non adempiere alle regole del gruppo. Intanto fra i suoi fratelli di fede si vocifera che sia stato disassociato per aver commesso delle immoralità: «Quando ti disassociano non è che tu ne esci in modo pulito. Di me si è sparsa la voce che avevo approfittato di una ragazza, fatto che non esiste perché c’è stato un processo che ha attestato il contrario... perché i veri malfattori hanno avuto 10 anni di carcere».

Dopo la sua espulsione dal gruppo Filippo cerca di spiegare ai propri figli come stanno le cose fra i TdG, scatenando furiose liti in famiglia. La situazione in casa degenera giorno dopo giorno, fino a che, seguendo le disposizioni dell'Organizzazione, sua moglie chiede il divorzio.

Oggi Filippo non ha più alcun contatto né con sua moglie né con i suoi figli. Sostiene che fra i Testimoni di Geova l'affetto paterno o materno viene stroncato quando c'è di mezzo un fuoriuscito. «Il Testimone di Geova è una pianta senza radici – sostiene - non ha né padre né madre, né patria né chiesa. Niente! Niente! Niente! Allo Stato dice che è ambasciatore di un regno diverso.. non è vero! Dallo Stato loro vogliono soltanto l’8 per mille, ma non vogliono però votare, non vogliono fare il militare, perché questo significa servire Io Stato...lo Stato allora deve soltanto dare».

www.cesap.net

'Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova', autrice Lorita Tinelli, casa editrice Libreria Editrice Vaticana.


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