Testimoni di Geova

 


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Testimoni di Geova?... Una grande delusione
(La storia di Irene)

Irene ha 48 anni. È coniugata e ha tre figli, due maschi e una ragazza. Si presenta come una persona molto curata nell'aspetto, con modi raffinati e particolarmente eleganti.

Nonostante il suo basso grado di scolarizzazione possiede un linguaggio preciso e ricco.

Nell'ambito della sua famiglia Irene è stata la prima ad aver avuto i contatti con i TdG. Ella al momento del primo contatto era immigrata da qualche tempo, insieme a suo marito, per lavoro, in una città del nord. Aveva, inoltre, perso da poco due figli gemelli e il suo lavoro di casalinga lontana da parenti e amici, rimasti nel suo paese d'origine, non permetteva alcuna distrazione dal tragico accaduto.

Nel 1971 due TdG bussano alla porta di casa ed ella, scambiandoli per rappresentanti della Chiesa Cattolica li fa accomodare. «All’epoca – sostiene - erano proprio sconosciuti». Essi le offrono una copia della Bibbia e un libro da loro redatto e la invitano ad andare nel loro luogo di culto.

Irene racconta l'accaduto a suo marito, appena rientrato, il quale appare contrariato e reagisce con decisione. «Lui mi disse: “Si tratta di un'altra religione", quindi mi buttò il libro e la Bibbia». 

In seguito, nel 1973 i TdG ritornano a predicare nel suo palazzo e bussano nuovamente alla sua porta. Irene si offre ancora una volta disponibile al dialogo e acquista addirittura da loro un libro Il grande insegnante, per poter leggere qualche storiella di Gesù al suo bambino di tre anni. Non appena sanno che lei ha perso due gemelli, i TdG le propongono il messaggio della risurrezione per l'instaurazione del paradiso terrestre e, quindi, inducono in lei un sentimento di speranza di poter rivedere i suoi figli nel paradiso terrestre. «La cosa mi risultò molto nuova, ma nello stesso tempo molto gradita - afferma Irene - perché per una mamma che perde un figlio, sapere che un giorno lo potrà rivedere e crescerlo, è una cosa molto allettante». il messaggio ricevuto ha la funzione di guarire il suo dolore e il suo senso di solitudine.

Infine, i TdG le propongono di continuare successivamente la conversazione attraverso uno studio biblico. Durante l'incontro seguente viene nuovamente discusso il tema della risurrezione. Le viene fatto notare un versetto della Apocalisse in cui si parla del prossimo annullamento della morte. Quindi incominciò un addestramento martellante riguardo alla morte e alla risurrezione. Inizialmente Irene nasconde questi suoi incontri a suo marito, in seguito, quando viene nuovamente invitata ad andare in Sala, è costretta a renderlo partecipe delle sue decisioni. «Prima ho dovuto bisticciare tantissimo con mio marito» afferma Irene, egli infatti pensava che la Sala corrispondesse a una «sala da ballo», un luogo di divertimento, più che di preghiera. «Poi mi presi il bambino e andai».

La speranza di poter finalmente rivedere i propri figli morti anima a tal punto Irene facendole raggiungere un'aggressività, in stridente contrasto con la manifesta dolcezza del suo carattere, nei confronti di suo marito che si opponeva alla continuazione di questa esperienza. Da quel momento comincia uno studio biblico vero e proprio che la porta dopo cinque mesi a dedicarsi completamente a quella Organizzazione attraverso il rito del battesimo. «Mi battezzai in Val d'Aosta nel marzo del ‘74 e in quella occasione lì venne anche mio marito, e da quel momento in poi anche lui fu colpito dalle Scritture che venivano citate e dai ragionamenti che venivano fatti, era tutto concorde...».

Irene si convince presto che deve adempiere al suo compito di predicazione: «Mi dissero: "Se tu ami Dio, come noi abbiamo avuto la pazienza e la buona volontà di venire a trasmetterti questo messaggio per amore verso il prossimo, anche tu devi fare quest’opera che d'altronde è l’opera che Cristo ha fatto!"».

Sostiene che nei venti anni di adesione al gruppo, nella sua famiglia non si sono verificati notevoli cambiamenti: «Non avevamo vizi di nessun tipo, eravamo prima una famiglia tranquilla, cattolica osservante e praticante, da Testimoni eravamo persone tranquille, osservanti e praticanti...».

'L'inizio del distacco dai TdG suo e della sua famiglia avviene quando suo figlio, ormai maggiorenne, comincia ad approfondire gli studi sul gruppo per chiarirsi i suoi dubbi. Egli convince Irene a leggere, comincia a leggere il libro I tempi dei Gentili; la profezia senza fine dei Testimoni di Geova  [Aut., Jonsson C. Olof, Ed. Dehoniane, 1989]  contenente studi approfonditi sull’autenticità delle date storiche proposte dai TdG. Nota così una serie di incongruenze: «Parlando di questo libro, mi ha fatto notare che c’erano molte cose che non erano d'accordo con la Torre di Guardia... e personalmente ho visto che era così... anche con riferimenti alla storia della caduta di Gerusalemme sulla cui data c'è una differenza di 20 anni…Come mai la storia attesta una data, mentre la Torre di Guardia attesta un'altra?… Allora se hanno sbagliato... hanno sbagliato gli storici tutti gli studiosi? Come mai solo la Torre di Guardia mette quella data? Possibile che solo la Torre di Guardia che esiste solo da 120 anni è veramente ispirata da Dio? E tutti quegli altri che sono venuti prima, possibile che di Dio non avevano niente?... Cioè tu, quando sei lì, non rifletti... ti presentano l'informazione e tu l'accetti per quella che è, per buona... però soltanto dopo ti accorgi, perché rifletti, guardi, perché studi…incominci a dire: “Allora qui c'è stata una burla bella e buona».

Le reazioni emotive che accompagnano la sua fuoriuscita dal gruppo sono tremende. Attraversa un periodo di profonda crisi, in quanto tutto il suo mondo per venti anni è stato  rappresentato da quel gruppo, a cui si è dedicata anima e corpo, riducendo l'attenzione i suoi figli e allontanandosi dai suoi parenti, con i quali non aveva più affinità religiosa: «La crisi da superare è grande, perché lì non si tratta semplicemente della rabbia interiore, di essere stati presi in giro per 20 anni... lì si tratta anche di dire: "Ho dato tutte le mie risorse, tutto il mio tempo... tolto l'affetto ai miei figli; ho tolto l'affetto alla mia famiglia... ho staccato con molti parenti, perché non avevamo più le stesse inclinazioni o gli stessi pensieri religiosi... perché non festeggi più con loro quindi sei completamente fuori rotta"».

All'improvviso si ritrova sola, disprezzata e abbandonata da tutti i suoi ex fratelli di fede: «Per la Torre di Guardia, per i suoi componenti sei una persona proprio da scansare sotto tutti gli aspetti, sei morta. Addirittura una signora a cui io facevo lo studio [studio biblico] e che abita nel mio palazzo, quando per caso capitava che ci incontravamo sotto il portone, scappava... andava da un'altra parte del marciapiede, quindi attraversava uno spartitraffico di 10 metri... per non dover camminare insieme a me sullo stesso marciapiede».

Il ritorno nella Chiesa Cattolica è stato lento, in quanto non riesce a liberarsi facilmente dall'immagine negativa che le è stata inculcata per anni: «Per me era come loro ci avevano insegnato, che la Chiesa è satanica... quindi la prima volta che mi sono affacciata ne sono immediatamente uscita, perché il lavaggio del cervello era in atto ancora...».

Infine i suoi figli hanno manifestato l'intenzione di aderire a tutti gli effetti alla Chiesa Cattolica e così c'è stato il rientro in essa di tutta la famiglia. Oggi Irene appare tranquilla e serena. È felice che la sua famiglia sia rimasta ancora unita, al contrario di molte altre che nel passaggio da una religione all'altra spesso si disgregano. Le rimane un unico cruccio, quello di aver vissuto un'esperienza deludente.

www.cesap.net

'Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova', autrice Lorita Tinelli, casa editrice Libreria Editrice Vaticana.


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