Ho pagato con la perdita della salute la mia adesione ai TdG

 


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Ho pagato con la perdita della salute la mia adesione ai TdG
(La storia di Raffaele)

Raffaele è un giovane trentacinquenne, non sposato. È figlio unico e vive ancora con i suoi genitori. Ha conseguito una laurea in Lettere ed una in Filosofia, ma attualmente non esercita alcun tipo di professione.

Ha fatto parte dei TdG per 10 anni ricoprendo il ruolo di Proclamatore. Rivisita in un lungo monologo, interrotto da molti scarichi analogici, i momenti essenziali della propria esperienza come TdG, evidenziando quei dati che, secondo lui, gli hanno provocato il disagio che vive attualmente.

All'età di 15 anni conosce un simpatico signore di circa 65 anni che abita nel quartiere in cui Raffaele gioca a pallone con i suoi amici. Questo signore, TdG, suscita il suo interesse per tre motivi:

Raffaele viene invitato a frequentare la Sala del Regno. Riesce ad andarci qualche volta, ma subito suo padre glielo impedisce. Quell'ordine, quella precisione, quel particolare modo di accogliere gli estranei, proprio dei TdG però, fanno breccia nel cuore di un giovane abituato a un certo rigore.

Dopo qualche tempo ha l'occasione di riparlare con un TdG e ritorna a frequentare le adunanze. Nuovamente viene colpito dalla premurosa accoglienza che i TdG gli mostrano. «Tutti mi salutavano e avevano premura nei miei confronti e per un figlio unico, cresciuto con una solitudine accentuata, era veramente tanto» riferisce.

Vivere in questo clima ovattato gli procura inizialmente molta soddisfazione. «Tutto cominciò ad andare per il verso giusto, a scuola prima avevo problemi un po’ con alcune materie, quando ero Testimone di Geova tutto andò bene. Ero più allegro anche in casa e i miei genitori notarono questo cambiamento - sostiene Raffaele -. Una volta testimone di Geova diventai letteralmente, non lo dico in senso negativo in questo caso, una pecora... nel senso di Buon giorno! Buona sera! Che posso fare? Che cosa non posso fare? Ero veramente responsabile in questo senso... Cioè mi avevano messo in riga senza che io me n’ero accorto, ma io lo volevo, questa è la cosa più importante... io lo volevo, volevo essere messo in riga, non nel senso di ordine, volevo stare in un posto dove finalmente ci si riunisce per parlare solo ed esclusivamente di Dio. Non ne potevo più di ciò che vedevo io all'epoca in giro. Volevo stare veramente con gente che diceva di conoscere la Bibbia, la conosceva e l'applicava».

In occasione dell'inaugurazione di una Sala del Regno riesce a convincere suo padre ad accompagnarlo, promettendogli che se quell'ambiente non fosse stato di suo gradimento non lo avrebbe più frequentato. Da quel giorno anche suo padre comincia a frequentare le adunanze dei TdG e giunge al battesimo due anni dopo di Raffaele.

Finalmente Raffaele sente di aver raggiunto ciò che desidera: ordine, silenzio e tranquillità. Ma questo clima idilliaco viene sconvolto quando comincia a rendersi conto che la vita fra i TdG non è sempre perfetta. Assiste infatti ad una bega fra alcuni anziani della Congregazione di cui fa parte. Quindi quel mondo così tranquillo possedeva un tarlo.

Successivamente nota che quei modi calorosi propri dei TdG nella fase di accoglienza, si trasformano in un atteggiamento di rifiuto per chi se ne va: «È un sintomo di lieve fastidio o angoscia, a che cosa mi riferisco?…Al fatto di non poter salutare gente disassociata. Cominciai per la prima volta a notare che cosa si provava guardando una persona con cui parlavi e hai parlato fino a un giorno prima, e che non potevi salutare, in base alla Scrittura della 2° lettera di Giovanni che diceva che chiunque va avanti e non porta l'insegnamento che ha ricevuto non deve meritare più il saluto. Ecco quel sorriso che diventava rifiuto mentale della persona che se ne andava».

Tali piccole crisi vengono superate perché è ancora forte la convinzione di far parte dell'unica, vera, santa e approvata Organizzazione di Dio. 

Dovendo trovare una valvola di sfogo a tutte le imposizioni del gruppo, comincia a comportarsi in modo reattivo: «Il mio comportamento cominciò a farsi esuberante, perché chiaramente io potevo paragonarmi ad una pentola a pressione che non veniva mai aperta. Cominciai a questo punto a sfogarmi in un'altra direzione, cominciai ad esempio a difendere, nel senso che andavano capiti, i drogati, gli omosessuali, gli infelici. Finché parlavi di infelici, al limite potevi essere capito, quando parlavi di drogati e di omosessuali i Testimoni di Geova si scatenavano. C'era un odio feroce, un odio puro, specialmente contro quest’ultima categoria».

Ma il timore di abbandonare l'Organizzazione di Dio, che offre tutto ciò di cui un uomo ha bisogno, e di ritrovarsi nuovamente sperduto e solo, gli fa ancora chiudere gli occhi e accettare tutto incondizionatamente. In conformità con i principi di neutralità proposti dalla Società Watch Tower decide di non svolgere il servizio militare e di andare, invece, in carcere.

Durante il periodo di reclusione ha modo di riflettere sulla sua vita sue scelte. All'uscita dal carcere, tronca la relazione instaurata in precedenza con una ragazza TdG subendone un trauma. Qualcosa comincia a cambiare in Raffaele. Si sente sempre più stretto nella morsa delle regole. Vive un rapporto tormentato con un Dio sempre presente e pronto a punire tutti i trasgressori.

Dopo un diverbio con gli Anziani della sua Congregazione, perché Raffaele aveva preso le difese di un omosessuale, viene processato e infine espulso. «Dissi: Sentite, se non dà fastidio possiamo tenerlo nella Sala, non è battezzato... comunque può venire! Purtroppo lo difesi a spada tratta, e loro rivoltarono la matassa e dissero: “Chi difende queste persone è come loro!...".  A quel punto io per dispetto risposi: “E se lo fossi, che vi interessa?". Non potevo rispondere così!... Non dovevo permettervi di rispondere una cosa del genere. Loro presero la palla al balzo...e letteralmente fui umiliato, fui trattato come un perfetto imbecille… ma che dico imbecille? Non esistevo più, tutte le volte che tentavo di parlare… ”Qui non siamo all'Università!... Qui non siamo ad una conferenza stampa... Qui siamo davanti all'Organizzazione!.. O tu rispondi in base a quello che sai o tutto ciò che dici noi non lo teniamo minimamente in considerazione!"

Attraversa un periodo estremamente critico, una generica sofferenza lo imprigiona e lo ostacola nella conduzione della sua quotidianità. Sviluppa, quindi, un quadro di marca nevrotica con sintomi ossessivo-compulsivi. «Cominciavo per esempio a uscire sempre col piede sinistro - riferisce - poi se dovevo toccare una cosa la toccavo 6-7 volte. Non salivo sul tram numero 17». Vive una situazione di disagio e di sofferenza che lo porta a eccedere nell'uso dell'alcool.

Ricorda le parole continuamente ripetute in Sala («Dove andrete fuori di qua?») e sprofonda nei sensi di colpa per aver abbandonato quella organizzazione. «Dal punto di vista spirituale ero solo, solo e diverse volte ho pensato al suicidio» sostiene Raffaele.

Si allontana per un po’ dalla religione diventando ateo fino a quando, nel '91 ricomincia a frequentare il gruppo su invito della Congregazione: «Io stavo rientrando di nuovo nel ‘91. In quell'anno fui invitato di nuovo perché il CD pubblicò una circolare interna e anche pubblica in cui si diceva che i fuoriusciti che non avevano parlato male dei Testimoni di Geova potevano essere reintegrati. Chi parla è chiamato apostata. I Testimoni di Geova ce l'hanno con gli apostati... sono quelli che scoprono le loro magagne bibliche... e loro non permettono di parlare. Difatti l'imposizione di non parlare è un trucco vero e proprio, perché è un sistema di difesa... Loro non permettono che qualcuno possa scalfire sia pur di poco la loro parola».

Nello stesso periodo acquista un libro in cui venivano menzionati i passi biblici falsificati dalla Società Watch Tower. Quando Raffaele si rende conto che molti passi biblici erano stati effettivamente modificati, decide definitivamente di allontanarsi dai TdG: « Quando mi accorsi che i passi erano cambiati, opportunamente cambiati, ebbi come un'illuminazione... dissi Dio, a chi mi sono dato io? Scoprirlo mi fece stare ancora più male». Dopo qualche tempo Raffaele è entrato nella Chiesa Cattolica.

www.cesap.net

'Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova', autrice Lorita Tinelli, casa editrice Libreria Editrice Vaticana.


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