Un'infanzia vissuta fra tanti divieti

 


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Un'infanzia vissuta fra tanti divieti
(La storia di Sergio)

Sergio, 37 anni, primogenito di 4 fratelli, proviene da una famiglia in cui si professa la fede geovista.

Egli è un ragazzo di bell'aspetto e dallo sguardo vivace. Ha una buona dialettica e si mostra disponibilissimo al dialogo. L'intervista Si è svolta in una zona del negozio di sua proprietà adibita a studio. In esso Sergio ha disposto uno scaffale pieno dei Libri dei TdG, che utilizza durante le varie interviste che rilascia a interessati dell'argomento, per dimostrarne le incongruenze dottrinali.

Con tono di voce deciso racconta tutte le problematiche che un ragazzino deve affrontare vivendo in una condizione di emarginazione e di terrore, imposta da quel tipo di cultura religiosa. 

Egli, sin da piccolo, impara a considerarsi diverso dagli altri bambini appartenenti al mondo e a stare lontano da essi. Si sente quasi un eletto perché appartenente alla pura Organizzazione di Dio, l'unica che si sarebbe salvata dopo la grande distruzione, che avrebbe coinvolto tutto il resto del mondo. 

A rafforzare quest'area di segregazione e di paura contribuisce la lettura di un libro Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato, che suo padre propone ogni sera a Sergio e agli altri suoi fratelli, in cui sono espresse e illustrate in maniera dettagliata le varie forme di distruzione possibili.

Tale bagaglio segna il normale sviluppo del bambino che si vede circondato da compagni di scuola che presto saranno annientati, come carne da macello. Ricorda, perciò, la sua infanzia, stretto nella morsa dei vari obblighi e divieti. Deve frequentare tutte le adunanze, limitando al massimo i segni di irrequietezza per evitare possibili punizioni; deve partecipare all'attività di predicazione nelle ore libere: «La domenica mattina... forse l’unico giorno che bisognava essere un po’ più liberi, alle sei e mezzo arrivava mio padre che ci faceva vestire per portarci con lui in predicazione».

Come ogni altro bambino TdG, non può giocare a scacchi o a dama, considerati giochi militareschi, non può collezionare francobolli per evitare di poter considerare idoli i personaggi stampati su di essi, non può partecipare a gare scolastiche; non può essere eletto capoclasse né può leggere un Topolino. Non può mangiare una torta preparata per un compleanno e a tal proposito ricorda un episodio in cui, avendone accettato un pezzo offerto dalla nonna, Sergio e i suoi fratelli furono costretti dal padre a vomitarla.

Ma la voglia di trasgredire alle regole è tanta. Sergio, infatti, racconta che insieme al fratello e con la complicità di un amichetto, anche lui TdG, un giorno partecipa ad una gara sportiva fra classi scolastiche. Quando il padre viene a conoscenza dell'inganno subito si reca immediatamente a scuola, prendendo i suoi figli per le orecchie e portandoli fuori dal campo. I due ragazzi provano una profonda umiliazione per quell'atto e guardano, invece, con invidia ai loro compagni che hanno genitori fieri delle loro capacità sportive. Purtroppo, però, bisogna adeguarsi a quelle regole imposte da quel Dio, una specie di Molok assetato di sangue, pronto lì a distruggere tutto e tutti.

All’istruzione scolastica, considerata un emendamento di Satana, Sergio non dà tanta importanza e termina le scuole dell’obbligo in maniera superficiale, tanto... la cosa più importante è imparare a leggere e a scrivere per poter far carriera all'interno dell'Organizzazione. «Mia mamma mi vedeva già con la "borsa" e quando parlava con le altre Testimoni di Geova, presentava i suoi figli come probabili Pionieri».

Le varie disposizioni della Società compromettono anche la nascita di spontanee amicizie all'interno dello stesso gruppo religioso, specie con persone dell'altro sesso. Sergio sostiene che all’interno dell'Organizzazione ognuno è il delatore dell'altro, cioè ognuno è la potenziale spia dell'altro.

All'età di 16-17 anni vive il periodo della grande spasmodica attesa della fine del mondo profetizzata per il 1975. «I Testimoni di Geova - ricorda - erano convintissimi che nell'ottobre del ‘75 dovesse avvenire la fine del mondo e io mi trovavo proprio di fronte a queste stranezze». Tutti fanno provviste e disegnano delle mappe con i luoghi in cui potersi riparare durante la grande distruzione.

Passato quell'anno, però improvvisamente, come se nulla fosse accaduto, la Società Watch Tower si rimangiò tutto, dicendo che molto probabilmente Dio aveva ritardato il tempo per amore del genere umano. Leggendo un Annuario della Società apprende che anche nel 1914 e nel 1925 i Testimoni hanno profetizzato la fine del mondo. Nonostante la sua giovane età Sergio rimane perplesso davanti a questi cambiamenti.

Il suo carattere reattivo lo porta sempre più a mal sopportare i vari divieti imposti nel gruppo. Giunto all'età di 18 anni si trova ad affrontare il dilemma se prestare o meno il servizio militare. Nonostante il parere contrario dell'Organizzazione, Sergio indossa la divisa e da quel momento viene scomunicato da TdG.

Ritorna a casa solo dopo essersi congedato, «Perché era inutile - sostiene - andare in licenza, avrei creato solo problemi a casa». Ormai è considerato una preda di Satana e per ovviare al clima teso creatosi in casa, Sergio comincia a rientrare tardi, a volte sparisce per intere settimane. I suoi genitori non mostrano alcun interesse per le sue uscite. Dopo un periodo di netto sbandamento gli torna l'interesse per la religione. Per circa un anno così frequenta i Mormoni. Questa esperienza è ricordata come molto veloce, e nata da un desiderio di chiarezza.

Fra i Mormoni gli vengono, infatti, delucidati alcuni punti ma Sergio considera la loro dottrina una favola. Ha 22-23 anni quando abbandona i Mormoni e con essi ogni interesse per una ulteriore ricerca. Nel frattempo si sposa e per 6-7 anni si dedica esclusivamente al lavoro fino a diventare ateo.

Dopo aver raggiunto un po’ di tranquillità interiore, incontrando un suo amico, che sta diventando TdG, comincia a notare dall'esterno i cambiamenti che si vanno verificando in lui. Questi comincia ad evitarlo per strada, a non salutarlo più e alla richiesta di spiegazioni da parte di Sergio del suo nuovo atteggiamento risponde che non gli è permesso mantenere relazioni con fuorusciti. «Io mi chiedevo - afferma Sergio - come si poteva rompere, come un relé, accendere e spegnere la luce, un rapporto di amicizia che era durato tanto tempo. Eravamo veramente amici, ci vedevamo tutti i giorni, parlavamo, poi improvvisamente, come un interruttore, si era chiuso tutto».

Attraverso un cammino catecumenale, durato 4-5 anni, giunge a battezzarsi secondo il rito cattolico. Sostiene che la ricerca è stata lenta e opportunamente oculata, e la scelta di aderire alla Chiesa Cattolica non è stata dettata dall'emozione. «Adesso - conclude - sono molto rilassato, sono un cattolico praticante, ma non fanatico» e guarda al suo passato come se si fosse trattato di un sogno.

Concludendo, Sergio sostiene di non essersi mai adeguato al sistema di credenze dei TdG, racconta di aver vissuto la sua esperienza di Testimone come qualcosa di imposto, più che dettata da un'esigenza interiore.

www.cesap.net

'Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova', autrice Lorita Tinelli, casa editrice Libreria Editrice Vaticana.


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