Ho letto le lettere di Romina Sandi e Lelia Ferri, ed ho parlato per
telefono con la signorina Ferri che da sei anni è testimone di Geova. Io sono
stata T. di G. per 46 anni, 12 trascorsi come pioniera in varie zone d'Italia.
Sono stata costretta ad uscire per dissenso ideologico, come molti altri
sinceri testimoni, poiché non è tollerata la più pallida ombra di dissenso
o la modesta divergenza di opinione nei riguardi del corpo direttivo, a nessun
testimone di Geova.
Infatti la signorina Ferri non ha "voluto", nel senso di potuto,
parlare con me al telefono, perché è proibito ai T. di G. il confronto con i
dissidenti. Le ho promesso che avrei risposto tramite il vs. giornale. Volevo
consigliare alla signorina Ferri di leggere le "lettere eretiche" di
Galileo Galilei a cura di Angela Cerinotti, perché queste questioni sono
tutt'altro che concluse. L'inquisizione continua infatti, non solo per i
teologi cattolici dissidenti, ma anche dolorosamente, e soprattutto, tra i T.
di G., i quali considerano morti tutti coloro che escono per dissenso, da loro
definito eresia o apostasia.
Vorrei chiedere alla signorina Ferri di rispondere a questa domanda: Lei ha
potuto scrivere quella lettera di sua iniziativa o ha dovuto sottoporre lo
scritto ad uno o più anziani della sua congregazione? Lei conosce la risposta
e quindi rifletta su quali margini di libertà spirituale e intellettuale la
sua ideologia concede ad una laureanda.
L'amore per il cristianesimo, per Dio e la giustizia mi sono stati di aiuto
per uscire e rispettare la mia coscienza, pur pagando un prezzo molto alto. Ho
perso tutti gli amici e la mia famiglia è tuttora testimone di Geova. Ho
ritrovato numerosi amici ex T. di G., fuori anch'essi per dissenso, ed ho
fatto nuove amicizie assieme a mio marito e mia figlia. Mio marito ha fatto il
mio stesso percorso spirituale e insieme abbiamo considerato che questi amici
non ci toglieranno il saluto o l'affetto perché comandati da qualcuno su un
altro continente.
Elena Chiolerio Stiava (Lucca)
QUESTA lettera mi ha turbata profondamente. So che - pubblicandola - sarò
sommersa dalle reazioni dell'organizzazione... contro la quale non mi permetto
di rovesciare accuse o giudizi, anzi. Mi sembra doveroso -
tuttavia - pubblicare le storie come quelle di Elena (che rin-grazio per la
drammaticità della sua coraggiosa testimonianza).